Mercato immobiliare residenziale, quasi 35 milioni di abitazioni in Italia

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In Italia, al 31 dicembre 2017, risultavano iscritte negli archivi catastali quasi 35 milioni di abitazioni, circa 114 mila unità in più rispetto a quelle che risultavano essere regolarmente iscritte nell’anno precedente. Un conteggio che tiene conto di tutte le unità immobiliare censite nelle categoria catastali del gruppo A (con la sola eccezione della A/10), e che è caratterizzato da un incremento congiunto per le due categorie più rappresentate, la A/2 (le abitazioni civili, in aumento dello 0,7% a 12,75 milioni di unità) e la A/3 (le abitazioni di tipo economico, in crescita dello 0,4% a 12,70 milioni di unità). Si tenga in merito conto come le abitazioni civili e quelle economiche, unitamente a quelle popolari (A/4) rappresentino quasi il 90% di tutte le unità residenziali censite in catasto.

Non è questa, comunque, l’unica fotografia di rilievo scattata nel consueto report annuale dell’Osservatorio del mercato immobiliare, che scandagliando le statistiche catastali ha anche rilevato come lo stock abitativo sia di pertinenza principale delle persone fisiche, con 32,3 milioni di unità, oltre il 92% del totale. Alle persone non fisiche risultano invece essere intestate 2,6 milioni di unità, mentre poco più di 11 mila unità sono relative alle abitazioni censite tra i beni comuni.

Passando ai dati di rendita, alle abitazioni censite al 31 dicembre 2017 negli archivi catastali corrispondeva una rendita di quasi 17 miliardi di euro, quasi 90 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente. Lo stock abitativo di proprietà delle persone fisiche presenta una rendita catastale che sfiora i 15,7 miliardi di euro, il 92% del totale, mentre la rendita attribuita alle persone non fisiche è pari a circa 1,3 miliardi di euro, mentre è di meno di 4 milioni di euro quella legata alle abitazioni censite tra i beni comuni. La media nazionale della rendita catastale di un’abitazione è di 485 euro, con valori che superano i 3 mila euro per quanto attiene le abitazioni signorili (A/1), le ville (A/8) e le abitazioni di maggior pregio (A/9), e punte superiori ai 6.500 euro per le persone non fisiche.

Sono invece inferiori a 100 euro le rendite catastali medie per le abitazioni popolari, ultra popolari e tipiche dei luoghi. Infine, ammonta a 626 euro la rendita catastale media delle unità immobiliari ricondotte all’interno della categoria A/2 (abitazioni civili), mentre è pari a 420 euro la rendita catastale media delle unità immobiliari della categoria A/3 (abitazioni di tipo economico).

Concludiamo poi con i dati sulle consistenze medie. Sempre secondo le statistiche catastali OMI 2017, l’abitazione media censita in catasto ha 5,5 vani, con superficie media di 117 metri quadri. La superficie media è intuibilmente inferiore a 100 metri quadri per le abitazioni che rientrano nelle categorie catastali A/4, A/5, A/6 e A/11, e supera i 200 metri quadri per le unità immobiliari che rientrano nelle categorie A/1, A/8 e A/9.

Soffermandoci brevemente sulle unità immobiliari delle categorie più importanti nel mercato abitativo italiano, la superficie media delle unità della categoria A/2 è pari a 126 metri quadri, mentre è pari a 110 metri quadri per le unità della categoria A/3.

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